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DA
DOVE VIENE IL CAFFE'
...Il
caffé'
una storia misteriosa.
Se anche voi appartenete alla folta schiera di persone che,
di prima mattina, adorano risvegliare i sensi e la mente
lasciandosi inebriare dall'inconfondibile e delizioso profumo
del caffè, dovete sapere che la nera bevanda dal
seducente aroma, nasconde una storia lunga e misteriosa.
Per offrirvi una gustosa miscela di curiosità e cenni
storici riguardanti l'eccitante infuso, abbiamo selezionato
i chicchi
o meglio
"le chicche" migliori
dai vari libri, saggi, articoli pubblicati sull'argomento.
Sembra che i primi uomini a bere il caffè vivessero
in Etiopia dove ancora oggi le piante di caffè crescono
allo stato selvatico. In alcuni documenti arabi risalenti
al 900 - 1000 d.C., oltre alle sue proprietà curative,
si descrive la capacità della bevanda di conferire
un buon odore al corpo. Effettivamente l'aroma del caffè
viene trattenuto dalle ghiandole sudoripare e in un'epoca
in cui l'abitudine di farsi il bagno non era molto "radicata",
un simile effetto "deodorante" doveva essere molto
gradito.
Nel XV secolo la pianta fu portata e coltivata nelle zone
montuose dell'odierno Yemen, al tempo sede di una straordinaria
civiltà e per questo denominato "Araba Felix".
Da qui l'uso del caffè si diffuse in tutta l'Arabia,
l'Egitto, la Siria e la Turchia. Ci sono numerose storie
che spiegano come i chicchi di caffè riuscirono ad
arrivare dalla loro terra d'origine fino in Arabia. Alcuni
narrano che gli schiavi neri del Sudan nel corso del loro
viaggio verso l'Arabia, fermandosi in Etiopia, avessero
preso alcuni chicchi rossi di caffè sperando che
li avrebbero aiutati a sopravvivere.
Molto diffusa è, invece, la leggenda del pastore
etiope che, nel 1400, rivelò ad un monaco del Monastero
di Cheodet, nello Yemen, una curiosa vicenda: questo custode
di cammelli e capre aveva notato come i suoi animali, dopo
aver mangiato i frutti rossi di una certa pianta, non dormivano
e restavano agitati durante tutta la notte. Il monaco, raccolti
alcuni di quei frutti, li fece cuocere e bevve il decotto
insieme ai suoi confratelli. Con grande gioia poterono constatare
una vivace trasformazione dello spirito e la scomparsa della
sonnolenza che li colpiva durante le preghiere notturne.
Gli arabi erano molto gelosi della loro "magica bevanda",
infatti non permettevano l'esportazione dei chicchi (i semi)
di caffè, se prima non venivano resi sterili, ovvero
privati della rossa ciliegia esterna e della buccia. Nonostante
la gelosia del popolo arabo, il caffè si diffuse
ampiamente in quasi tutto l'oriente, soprattutto grazie
ad un certo Baba Budan che, intorno al XVII secolo, tornò
in India dal pellegrinaggio alla Mecca, portando con sé
alcuni semi fertili di caffè.
Sempre nel corso del XVII secolo i commercianti tedeschi,
francesi, italiani e olandesi si contendevano il privilegio
di poter introdurre il caffè nelle loro colonie d'oltremare.
Vinsero gli olandesi che nel 1616 riuscirono ad importare
una pianta nei paesi Bassi e nel 1658 avevano già
avviato una vera e propria coltivazione in Sri Lanka.
La diffusione del caffè in Europa avvenne durante
la prima decade del 1600 ad opera di navigatori e mercanti
veneziani. Inizialmente il consumo della bevanda si propagò
in Italia e successivamente arrivò in Francia, Germania,
Inghilterra e in tutto il continente.
Nel 1672 Londra aveva già un centinaio di Coffee
- Houses, ma in un primo momento le donne inglesi manifestarono
il proprio malcontento nei confronti della diffusione dell'insolita
bevanda nel loro paese.
Infatti sembra che il caffè spegnesse, come l'acqua
spegne il fuoco, ogni carica passionale dei loro uomini.
Questi si difesero ampiamente citando la storia di Maometto
al quale l'Arcangelo Gabriele, per curargli una malattia
dell'apparato digerente, aveva dato in dono del caffè
arabico: sotto l'azione di quella bevanda a lui sconosciuta
seppe "rendere felici" in una sola notte ben quaranta
signore!
Forse è questa la ragione che spingeva Voltaire a
bere circa quaranta caffè al giorno?
Stiamo scherzando ovviamente, in realtà il celebre
filosofo francese era solito affermare: "Bevo quaranta
caffè al giorno per essere ben sveglio e pensare,
pensare, pensare a come poter combattere i tiranni e gli
imbecilli."
Quando il caffè iniziò a diffondersi in Europa
suscitò varie perplessità tra i "neofiti",
anche perché non era ancora stata considerata la
possibilità di zuccherarlo.
Durante un ricevimento organizzato in onore del Re Sole
dall'ambasciatore del sultano Maometto IV, Solimano Aga,
il caffè venne servito ai rappresentanti dell'alta
società parigina che non gradirono il sapore amaro
dell'esotica bevanda. La soluzione fu trovata da una principessa
che, saggiamente, lasciò cadere una zolletta di zucchero
nella tazzina, aspettò che si sciogliesse e assaggiò
il nero infuso.
Nel 1670 alcuni francesi, entrati in possesso di numerose
piante di caffè, cercarono di creare una piantagione
in una delle zone più fredde della Francia. Ovviamente
non si trattava del clima ideale per coltivare una pianta
originaria di un paese caldo come l'Etiopia e l'esperimento
si rivelò uno dei più notevoli insuccessi
nella storia del caffè.
Passeggiando per il giardino botanico di Fort de France,
in Martinica, dovreste incontrare il monumento commemorativo
a Gabriel Mathieu De Clieu, l'ufficiale della Marina francese
che ha offerto al mondo una delle vicende più romantiche
associate alla storia del caffè. De Clieu, in licenza
a Parigi, riuscì a procurarsi alcune piante di caffè
che decise di condurre con sé in Martinica, dove
prestava servizio.
L'impresa ebbe buon esito, ma non fu facile in quanto la
pianta, pur essendo protetta da un contenitore di vetro,
rischiò di essere distrutta da una violenta tempesta,
da un attacco da parte dei pirati tunisini e da un acerrimo
nemico di De Clieu che voleva sabotare la missione. Ma tutto
è bene ciò che finisce bene e si narra che,
nel 1777, in Martinica vi fossero 18.791.680 piante di caffè.
Nel corso del 1700, francesi, inglesi e olandesi introdussero
il caffè in varie parti dell'America centrale e del
Sud, dando origine a quello che sarebbe diventato il centro
mondiale della produzione di caffè. Infatti il clima
e il terreno di quei luoghi, si rivelarono ancora più
idonei alla coltivazione della pianta che la sua Terra d'origine.
Il cerchio della storia di caffè si chiude verso
la fine dell'800 quando i colonizzatori inglesi introdussero
le piante di caffè nell'Africa orientale britannica,
mentre i francesi crearono piantagioni in Vietnam e in Australia.
Si può affermare, quindi, che lo straordinario aroma
della nera bevanda aveva ormai conquistato tutto il mondo.
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Pianta
del Caffè - Drupe acerbe
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